In Google Search Console, alcune pagine compaiono con lo stato Sottoposta a scansione, attualmente non indicizzata. A differenza di un errore del server o di un blocco tramite robots.txt, questo stato non segnala alcun problema di accesso: Googlebot ha effettivamente visitato la pagina, l'ha analizzata, poi ha scelto di non aggiungerla al proprio indice. È una decisione, non un incidente tecnico, e merita di essere compresa prima di essere corretta di fretta.
Cosa significa realmente questo stato
Una pagina può trovarsi in tre stati distinti agli occhi di Google: non sottoposta a scansione, sottoposta a scansione ma non indicizzata, oppure indicizzata. Il secondo stato, quello che ci interessa qui, significa che il contenuto è stato effettivamente letto dal crawler, ma che i sistemi di Google hanno giudicato, al momento dell'analisi, che la pagina non meritasse un posto nell'indice di ricerca. Una pagina non indicizzata non può comparire in alcun risultato, nemmeno per il nome del proprio marchio, il che la rende invisibile nonostante tutto il lavoro di scrittura o sviluppo investito.
Una questione di qualità percepita, più che un difetto tecnico
Questo stato si è diffuso maggiormente negli ultimi anni, in parte perché il volume di contenuti pubblicati sul web è cresciuto notevolmente, anche a causa degli strumenti di generazione automatica di testo. Google indicizza una quota sempre minore di tutto ciò che esiste, comportandosi sempre più come un filtro che privilegia le pagine giudicate utili, distintive e ben argomentate. Una pagina può quindi essere tecnicamente impeccabile, senza errori né blocchi, e restare comunque esclusa se il suo contenuto viene percepito come troppo scarno, troppo simile a un'altra pagina già indicizzata, o poco probabile che interessi un visitatore.
Le cause più frequenti
- Un contenuto giudicato troppo simile a un'altra pagina del sito, ad esempio due articoli che trattano quasi lo stesso argomento da un'angolazione molto simile
- Una pagina troppo breve o troppo generica rispetto alla concorrenza già presente sulla stessa query
- Un contenuto che dipende fortemente da JavaScript per essere visualizzato, il che può complicarne l'analisi da parte di Google a seconda della configurazione tecnica
- Una pagina nuova che non ha ancora ricevuto alcun link interno solido né alcuna menzione esterna, il che non dà a Google alcun segnale di fiducia
- Un sito che pubblica un volume importante di pagine simili in poco tempo, il che può dare l'impressione di un contenuto prodotto in serie piuttosto che scritto con cura
Il caso particolare dei siti multilingue
Per una PMI che traduce i propri contenuti in più lingue, questo stato merita un'attenzione particolare. Se i tag hreflang non sono configurati correttamente, o se la traduzione resta molto vicina a una versione già indicizzata in un'altra lingua, Google può esitare a indicizzare alcune versioni linguistiche, percependole come ridondanti anziché come contenuto distinto rivolto a un pubblico diverso. Verificare la coerenza del markup hreflang, insieme alla qualità reale della traduzione, fa quindi parte dei primi riflessi da avere in questo contesto specifico.
Come reagire in pratica
Il primo passo consiste nel confermare l'informazione con lo strumento Ispeziona URL, poiché i dati del rapporto di indicizzazione a volte si aggiornano più lentamente rispetto all'ispezione in tempo reale: può capitare che una pagina già reindicizzata mostri ancora il suo stato precedente per alcuni giorni. Se lo stato è confermato, occorre porsi una domanda semplice e onesta: questa pagina apporta un valore sufficientemente distinto da giustificare il proprio posto nell'indice, rispetto a ciò che già esiste, sul sito stesso o altrove sul web. Arricchire il contenuto, rafforzare il collegamento interno verso questa pagina e attendere un segnale di fiducia esterno prima di richiedere nuovamente l'indicizzazione dà generalmente risultati migliori rispetto a una richiesta ripetuta senza cambiamenti sostanziali.
Cosa non fare
Cliccare più volte su Richiedi indicizzazione senza modificare la pagina non accelera nulla e può persino essere controproducente se Google interpreta questa insistenza come un ulteriore segnale di contenuto debole. Allo stesso modo, duplicare una pagina esistente cambiando solo qualche parola per creare artificialmente volume peggiora generalmente la situazione anziché risolverla. L'approccio corretto resta affrontare la causa identificata, piuttosto che moltiplicare i tentativi sul sintomo.
Punti da verificare prima della pubblicazione: confermare che l'interfaccia attuale di Search Console utilizzi ancora la dicitura esatta Sottoposta a scansione, attualmente non indicizzata al momento della pubblicazione, e verificare che la descrizione del funzionamento dello strumento Ispeziona URL corrisponda alla versione online a quella data.